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ridurre gli sprechi alimentari

Ridurre lo spreco alimentare: 5 azioni da compiere subito

Il 16 ottobre è la Giornata Mondiale dell’Alimentazione, promossa da FAO affinchè tutti abbiano accesso a diete sane e sostenibili. Lungo la filiera alimentare tutti hanno un ruolo importante, ma noi consumatori possiamo fare la differenza e ridurre lo spreco alimentare, uno dei più grandi paradossi della nostra epoca.

Viviamo su un pianeta affamato: oltre 2 miliardi di persone non hanno accesso regolare a cibo sano, nutriente e sufficiente. E la domanda di cibo è destinata ad aumentare: si calcola che nel 2050 la popolazione mondiale raggiungerà i 10 miliardi di persone.

Dall’altro lato, una parte della popolazione mondiale continua a sprecare. Acquistare più di quanto si consuma, conservare male gli alimenti o non controllare le date di scadenza. Queste sono solo alcune delle ragioni per cui una parte consistente di cibo finisce nella spazzatura. Solo in Italia, si parla di 65 kg di cibo a testa ogni anno. Secondo Waste Watcher – il primo osservatorio nazionale sugli sprechi – ogni italiano butta mediamente a settimana 700 g di cibo. Un numero enorme se applicato all’intera popolazione italiana, e un grande danno ecologico ed economico. Sommando lo spreco nelle case e quello di produzione/distribuzione – oltre € 3miliardi e 293 milioni – arriviamo a un costo complessivo di circa 10 miliardi di euro (dati Waste Watcher).

Per la prima volta, quest’anno – complici anche lockdown e difficoltà economiche di molte famiglie italiane – si è registrato un calo nella tendenza allo spreco, che all’inizio del 2020 era già diminuito del 25% rispetto all’anno precedente (dati Waste Watcher). Ma i numeri restano alti, nonostante la sensibilità al tema e la consapevolezza di quanto pesano gli sprechi alimentari sulla nostra impronta ecologica. Perchè quando sprechiamo cibo, sprechiamo anche le risorse impiegate per produrlo. Per questo è ancora più importante ottimizzare le nostre abitudini alimentari e iniziare subito a ridurre lo spreco alimentare!

Perchè sprechiamo: le cause dello spreco alimentare

Capire quali sono le cause dello spreco alimentare è importantissimo per identificare gli aspetti a cui dovremmo fare più attenzione e gli ambiti in cui investire risorse per eliminare il problema.

Per prima cosa, il fenomeno dello spreco interessa non soltanto noi consumatori finali, ma l’intera filiera di produzione di cibo. Prima di arrivare sulla nostra tavola, parte degli alimenti viene buttata via sia in fase di produzione che di distribuzione. Si stima che ben 1/3 della produzione alimentare mondiale finisca nella spazzatura (dati FAO, 2013): equivale a circa 1,3 miliardi di tonnellate di cibo, la maggior parte delle volte recuperabile.

Questo accade per svariati motivi. Si scarta una parte dei prodotti scartata per canoni puramente estetici (forma irregolare, dimensioni non standard) nonostante le caratteristiche nutrizionali e organolettiche siano buone. Per fortuna ci sono diversi progetti che puntano a recuperare questi prodotti, come Bella Dentro. Si tratta di un’idea milanese che combatte gli sprechi ortofrutticoli alla radice. Come? Dando valore a frutta e verdura ammaccata, troppo piccola o troppo grande, ma ancora buona.

La campagna sugli Ugly Fruits della catena di supermercati francese Intermarché

Spesso però una inadeguata modalità di raccolta (molti prodotti sono accidentalmente lasciati nei campi), un trasporto scorretto o una inefficiente lavorazione portano ad altri sprechi, e a un’altra fetta di cibo buono e commestibile che finisce inutilizzato.

E poi, arriviamo noi consumatori. Secondo la FAO, in Italia la percentuale degli sprechi che avvengono in casa è del 50%. E nella maggior parte dei casi è evitabile perchè è legato a semplici errori durante la spesa, la conservazione del prodotto e il suo consumo!

Acquistiamo più di quello che mangiamo, spesso indotti da offerte che sembrano irresistibili, altre volte da un irrazionale timore di restare senza cibo che ci spinge a fare scorta. Ed inevitabilmente, a “dimenticare” parte della spesa in fondo alla dispensa o in un angolo del frigorifero.

“Il 30% dei cereali prodotti, il 35% del pesce pescato, il 45% di frutta e verdura coltivata, il 20% dei prodotti lattiero-caseari e il 20% della carne vengono gettati ogni anno.
Un danno per il Pianeta, che ci fornisce le sue risorse, un danno economico, per aziende e famiglie. Un danno anche sociale, visto che con 1/4 di quel cibo potremmo sfamare i milioni di persone nel mondo che non hanno possibilità di mangiare.
Questo dimostra l’urgenza di dar vita a una rivoluzione alimentare, che passi però da azioni concrete e da una adeguata educazione che ci aiuti a prevenire questo fenomeno”

Anna Ruggerini, Direttore Operativo della Fondazione Barilla

Come ridurre lo spreco alimentare

Per combattere davvero lo spreco alimentare non bastano più (solo) dati e denunce, ma servono nuove iniziative concrete. E che coinvolgano diversi ambiti e i diversi attori della nostra società, non soltanto i cittadini.

Lo spreco alimentare in Italia – e in Europa tutta – è un problema urgente da risolvere e che non può lasciarci indifferenti. Bisogna sprecare meno e ridistribuire le eccedenze.

Un piccolo passo l’ha fatto la legge 166/2016, nota anche come “Legge Gadda”, modificata nel 2018 con due emendamenti che allargano il paniere di prodotti che si possono donare per finalità sociali, semplificando alcune procedure ed estendendo le agevolazioni fiscali. In pratica, si rende più semplice donare cibo avanzato, o esserne beneficiari. Un vantaggio in più per associazioni e ONLUS come Banco Alimentare, che da anni si occupa della raccolta di generi alimentari e del recupero delle eccedenze.

Il posto in cui la “Legge Antispreco” non ha potere di azione è casa nostra. E siccome il cambiamento inizia da noi e dalla nostra famiglia, ecco alcune semplici strategie per ridurre lo spreco alimentare da rendere subito delle buone abitudini quotidiane:

1. Fai una spesa intelligente

Impara ad acquistare solo quello che serve veramente, senza accumulare troppi ingredienti in dispensa: puoi dimenticartene e farli scadere più facilmente, se c’è troppa roba!
Se è disponibile nella zona in cui abiti, frequenta un negozio sfuso: non sarai tentat* di accumulare prodotti attirat* dalle offerte. Nei negozi sfusi (come Bottega Sfusa di Padova) puoi acquistare esattamente la quantità che ti serve in quel momento, senza acquistare per forza un kg di prodotto con il rischio che venga buttato!

Uno strumento molto utile è la lista della spesa. Per approfondire, leggi il mio articolo su GoodFoodLab a proposito della spesa alimentare senza sprechi.

2. Controllare la scadenza

Non tutti gli alimenti vanno a male nei giorni successivi alla scadenza. Per alcuni, infatti, un ritardo di 24/48 ore incide in minima parte sulla qualità del prodotto, perciò sono “ancora buoni da consumare”. E questo vale soprattutto per tutti quei cibi che riportano la dicitura “da consumare preferibilmente entro”, che non ha niente a che vedere con la data di scadenza.

In questi casi, infatti, anche se si supera la data indicata l’alimento non va a male. Semplicemente, perde alcune caratteristiche di freschezza, e quindi buttarlo è uno spreco inaccettabile.

3. Usare frigo e freezer

Dopo la spesa, un altro momento chiave per ridurre lo spreco alimentare è la sua corretta conservazione. Frigo e freezer sono il sistema più comodo, veloce, efficiente e alla portata di tutti per conservare gli alimenti deperibili e mantenere nel tempo le loro proprietà nutrizionali.

Per azzerare lo spreco, vale la regola del FiFo: first in, first out. Ovvero, chi prima entra, prima esce. Si consumano prima gli alimenti con le scadenze più vicine, o che si sono acquistati prima. E se il frigo è ben organizzato, è più facile capire quali sono gli ingredienti da consumare per primi.

La stessa cosa vale per l’organizzazione del freezer, che ci permette di prolungare la conservazione degli alimenti in modo facile e sicuro. La lista degli alimenti che si possono congelare è lunghissima, tra cui anche gli avanzi, che possono essere scongelati e consumati in un secondo tempo!

4. Parti di scarto e avanzi

Gli avanzi sono una fonte immensa di sprechi: per evitare che finiscano nel cestino, puoi provare a sbizzarrirti in tantissime nuove ricette. E se avanzano pane, pasta o riso, sono tantissime le ricette della tradizione culinaria italiana a utilizzarli come base per dei piatti deliziosi.

Gli alimenti più sprecati sulle nostre tavole sono frutta e verdura: costituiscono il 40% del totale. Ma spesso bucce, gambi e parti che consideriamo comunemente meno nobili hanno un grande valore nutritivo e possono essere utilizzate per altre preparazioni. Basta pensare al brodo fatto con bucce e parti di scarto, oppure vellutate realizzate con gambi e parti più fibrose.

5. Alla fine… compost!

E se proprio non si riesce a salvare qualche alimento o qualche parte di scarto, trasforma gli avanzi in compost, che poi potrai utilizzare per concimare le tue piantine.

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