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Cambio di stagione sostenibile
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Cambio di stagione sostenibile: facciamolo in 5 mosse

Quando è il momento di fare il cambio armadi, in genere la sensazione prevalente è quella dello sconforto misto a disperazione: cosa teniamo? Cosa buttiamo? E quello che buttiamo, dove lo buttiamo? E la sostenibilità che fine fa? Ecco un post con 5 consigli pratici per fare un cambio di stagione sostenibile.

Cambio di stagione sostenibile

Premessa

La cosa fondamentale da tenere a mente prima di cominciare il cambio di stagione è che, per avere un approccio sostenibile al consumo della moda, l’unica regola vera da seguire è quella di comprare meno e meglio. Piuttosto che comprare cinque bluse fast fashion a €10, magari in poliestere, meglio acquistare una bella camicia a €49, in cotone o in viscosa, che sappiamo che ci durerà nel tempo… e soprattutto che non intaserà irrimediabilmente l’armadio stracolmo che stiamo guardando sconsolate. Detto questo, procediamo.

Cambio di stagione sostenibile

Cambio di stagione sostenibile: 1. togliere

Togliete tutto, svuotate tutto. Dovete vedere l’armadio vuoto e un (più o meno) enorme cumulo sul letto (sì, è quel momento in cui dareste fuoco a tutto, vi capisco). Approfittatene per dare una bella pulita, per far arieggiare ante e cassetti. Dopodiché, procedete al secondo step.

Cambio di stagione sostenibile: 2. selezionare i capi da tenere

Questa è forse la parte più difficile: dovete decidere cosa tenere e cosa dare via. Come regolarvi? Ecco come mi regolo io. Tutto quello che vi va bene, che parla di voi, che usate in modo ricorrente, che vi rappresenta. I capi che mettete meno, ma che magari sono preziosi, perché capi vintage che ancora parlano di voi o ai quali siete affezionati, per me vanno nel mucchio da tenere. Nel momento in cui fate una cernita seria e il vostro armadio non scoppia più, li metterete più spesso. Se però vi rendete conto che avete 10 t-shirt bianche uguali, forse è il caso di fare una cernita, come al punto che segue.

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Cambio di stagione sostenibile: 3. smaltire i capi in buone condizioni

Il tubino che aspetta (da dieci anni) che perdiate quel mezzo etto. I jeans a vita bassa che indossavate al liceo. La blusa in fantasia che quando l’avete comprata era bellissima e adesso vi ha stancato. Se i capi in questione sono ancora in buone condizioni, se non avete parrocchie o amiche a cui regalarli, potete darli via e magari guadagnarci anche qualcosa. Di seguito una serie di siti utili in questo senso:

Armadio Verde

È un portale che ritira i vostri capi usati in ottime condizioni e vi lascia un credito in stelline che potete usare, com l’aggiunta di pochissimi euro, per acquistare capi second hand in altrettanto buone condizioni. Una mano santa se avete figli: potete dar via i capi piccoli dei vostri bambini e acquistare capi per voi o per i vostri piccoli. Il corriere ritira a casa e si occupano loro di mettere in vendita i capi.

Depop

È un’app in cui potete vendere e comprare di tutto. Sta a voi scattare le foto e seguire il processo di vendita.

Vestiaire Collective

Se avete capi firmati e di valore, è la piattaforma per voi. Anche qui, siete voi a gestire la vendita e a stabilire il prezzo.

Vintag

Se avete capi vintage (dal 2000 all’indietro, oppure capi inconici), questa è la vostra app. All’interno c’è davvero di tutto, dagli abiti agli accessori, con chicche perfino degli anni Venti.

Subito.it

Qui potete vendere un po’ di tutto, all’interno della sezione abbigliamento e potete settare l’area geografica, in modo da poter consegnare/ritirare anche personalmente i capi che acquistate/vendete. La gestione della vendita è interamente in mano vostra.

Swap Party

Sono le feste dello scambio, in cui potete scambiare, vendendo o barattando, gli abiti con le vostre amiche. Io li organizzavo in passato e mi sono sempre divertita un mondo.

Cambio di stagione sostenibile: 4. smaltire i capi a fine vita

Se invece i capi sono usurati, macchiati o a fine vita (per capirci, se non potete più nemmeno farci stracci per pulire o usarli per lavori domestici in cui prevedete di sporcarvi in modo indelebile), allora l’unica alternativa è quella di gettarli via. Evitate però di utilizzare i cassonetti gialli della Caritas: il contenuto di quei bidoni viene assimilato ai rifiuti, quindi, troppo spesso, il loro contenuto finisce nel racket della mafia. Vi invito a guardare, se volete saperne di più, lo speciale di Presa Diretta su questo argomento. Che fare dunque? Ecco qualche alternativa.

Capi in lana e in denim

Vecchi maglioni in lana o cachemire, sciarpe, berretti, ma anche i vostri jeans che non indossate più, potete inviarli a Rifò, azienda di Prato, che recupera la lana e la tela denim per rigenerarla e creare capi nuovi. Attenzione: leggete bene le etichette. I capi in lana/cachemire devono essere in fibra pura, quindi non misti ad acrilico o simili.

Altre fibre tessili

Potete portarli nei punti di raccolta che trovate nei vari shop fast fashion, ormai ce ne sono ovunque (raccolgono dalla lingerie alle tende). Attenzione qui, una precisazione importante: nel momento in cui conferite dei capi in questi centri di raccolta, vi viene donato normalmente un buono sconto sull’acquisto di capi nuovi, ovviamente presso quei punti vendita. Il problema qui è di tipo etico. Sapendo che queste grosse aziende normalmente non producono in modo etico, sta a voi decidere se spendere quel buono (magari acquistando capi che cercherete di far durare), oppure se scegliere di non farlo. Sarebbe bello che anche in Italia ci fossero aziende come Swedish Stockings, che recupera le calze smagliate. Purtroppo i capi vanno conferiti solo in Belgio e Germania (ma potete sempre valutare se effettuare la spedizione).

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Pelle, scarpe e borse

Alcune aziende, come Womsh, ritirano i loro vecchi prodotti per smaltirli, a fronte di un buono acquisto. Negli altri casi, si tratta di rifiuti indifferenziati, quindi vanno gettati nel secco. Se però si tratta solo di una suola da risuolare, un tacco da sistemare o di angoli consumati della borsa, ci sono botteghe artigianali specializzate nel dare una seconda vita ai capi in pelle. Provate ad informarvi nella vostra zona, prima di gettare via tutto.

Upcycling

Altra alternativa che può essere divertente e creativa, anche per realizzare lavoretti con i vostri figli. I vecchi calzini possono diventare pupazzi, i vecchi jeans possono diventare shorts, i pantaloni della tuta dei bermuda estivi. Su Pinterest trovate decine di idee creative in questo senso.

Se vuoi tenerti questo schemino come promemoria, scarica la nostra grafica in PDF!

Cambio di stagione sostenibile: 5. rimettere a posto

Adesso che finalmente vedete la luce, perché avete dato una bella sfoltita ai vostri capi e li avete ridotti a quelli che effettivamente userete, è il momento di rimettere tutto al propio posto. Non vi sentite già più leggeri, guardando gli spazi di vuoto che si è creato? Bene. Adesso, prima di riempire quel vuoto, provate a vedere se è davvero necessario: forse non avete nemmeno bisogno di acquistare altro, perché, avendo semplicemente davanti in modo chiaro, tutto quello che possedete, vi renderete conto che, in realtà, non vi serve nulla!

Cosa ne pensate? Avete mai usufruito di uno di questi servizi? Come smaltite i vostri capi a fine vita?

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