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adolescenti allo specchio e la ricerca della perfezione

Adolescenti allo specchio: la ricerca della perfezione.

L’adolescenza è il periodo dei cambiamenti per antonomasia. I ragazzi e le ragazze devono fare i conti con un corpo che cambia velocemente e l’aspetto estetico diventa per loro un elemento fondamentale per essere accettati dal mondo circostante e da sé stessi.
Difficilmente un adolescente che si guarda allo specchio sarà soddisfatto da ciò che vede.
Sono portati a focalizzarsi solamente su quelli che considerano difetti e su quello che vorrebbero cambiare di se stessi.
Soprattutto cambiare per adeguarsi a modelli social proposti incentrati sulla bellezza e nello specifico su determinati canoni di bellezza troppo spesso irraggiungibili.
La costante esposizione a foto e immagini di corpi “perfetti” e magri, influenza negativamente la soddisfazione verso il proprio aspetto estetico. Ed aumenta anche la frustrazione per non riuscire a raggiungere quegli standard e quei modelli ideali.
Di questo voglio parlarvi oggi, di adolescenti allo specchio e della ricerca della perfezione.

Fonte Pinterest

Adolescenti allo specchio: la ricerca della perfezione influenzata dai social.

E’ innegabile ormai che web e social abbiano un ruolo ed un peso nella vita degli adolescenti. La domanda che mi viene da pormi è: con che conseguenze?
Secondo i dati raccolti dall’Osservatorio Nazionale Adolescenzaoltre 6 adolescenti su 10 sostengono che la donna più magra è più accettata e riconosciuta da un punto di vista sociale. Ciò porta alla ricerca di corpi perfetti e magri, anche seguendo i modelli di riferimento social, per avere il maggior numero possibile di like e follower.

Il 55% degli adolescenti dai 14 ai 19 anni, di cui il 70% sono femmine, si sente influenzato dai modelli lanciati da blogger e influencer, e sostiene che vedere corpi magri e perfetti in tv e su internet fa sperimentare il desiderio di essere come loro.

Da un’indagine di Kaspersky in collaborazione con Giffoni Innovation Hub, emerge che 3 ragazzi su 10, tra gli 11 ed i 18 anni, usano profili fake sui social. E lo fanno per sentirsi «accettati», «per non farsi bullizzare» e «perché si vergognano del proprio aspetto fisico».
Un altro dato preoccupante che emerge è che il 40% apre il primo profilo prima dei 12 anni e oltre l’80% prima dei 14 (anche se sarebbe vietato, ma di questo aspetto parleremo presto in un altro articolo).

La ricerca della perfezione: l’influenza dei social sugli adolescenti.

La parola dell’esperta.

In questo viaggio complesso nell’adolescenza ho voluto essere affiancata dalle parole e dalla competenza di un’esperta in materia: Irene Pozzi. Educatrice e pedagogista che ha risposto ad alcune domande per noi per entrare nel cuore dell’argomento ed aiutarci a capire di più quello che succede agli adolescenti oggi.

Che ruolo giocano e che peso hanno i social, con i modelli che presentano oggi, nella percezione che un adolescente ha di sé?
E quanto possono influire sulla sua autostima?

I: I social hanno cambiato il mondo non solo degli adolescenti ma anche di bambini e adulti.
Il social più utilizzato dai bambini della scuola primaria è Tik Tok, mentre a partire dalla
pre-adolescenza entra in gioco Instagram.

Partendo dal presupposto che l’autostima si costruisce sin dalla più tenera età, proviamo a pensare, in questo mondo digitale, quali sono i messaggi a cui i nostri bambini e ragazzi sono esposti.
I bambini su Tik Tok assistono a video velocissimi, divertenti e nella maggior parte dei casi senza senso logico. Solitamente questi video diventano virali e anche le challenge lanciate diventano presto mode da seguire. Un bambino potrebbe iniziare a pensare di dover essere per forza divertente. Ancor peggio un bambino potrebbe non comprendere ciò che vede, di conseguenza non elaborarlo a livello emotivo e dunque emulare determinate azioni senza sapere perché.

Ciò che manca alla base è la riflessione e l’accompagnamento nell’utilizzo di tali strumenti.
Un bambino che non viene educato e aiutato ad elaborare le immagini che vede e i suoni che sente è un bambino che interiorizza informazioni senza saperle decodificare e dunque un bambino che di conseguenza rimarrà passivo.
La cosa sconvolgente che sta accadendo alle nuove generazioni è la loro passività e indifferenza di fronte agli eventi, come se fossero sempre spettatori di filmati e video in cui non c’è bisogno di interagire o imparare a pensare.

Come può in questo modo svilupparsi un’autostima forte?
Come può un adolescente avere un’immagine sicura di sé se fin da piccolo è stato abituato a restare di fronte ad uno schermo senza essere educato?
Gli adolescenti approdano poi su social come Instagram con questa caratteristica (la passività) e vengono bombardati di continuo da immagini di ragazze perfette o di uomini con corpi scolpiti. Assistono alle vite di persone famose e non comprendono quello che accade realmente dietro ad uno schermo ed ecco allora che l’autostima inizia a dipendere dai contenuti che si postano e da quanto i ragazzi riescono a far parlare di sé.

Quel mondo privato ed intimo dei diari segreti ormai non esiste più.
E’ tutto pubblico e visibile e togliere l’intimità a sé stessi, “vendersi” su un social attraverso foto provocanti, caption aggressive e challenge pericolose è un grido doloroso d’aiuto.
I nostri ragazzi ci urlano di non saper riconoscere il loro limite. E molto probabilmente non sono coscienti dei loro veri bisogni e l’autostima si costruisce da questo, dalla soddisfazione di bisogni che vanno al di là delle cose materiali, al di là di quello che si vede in uno schermo.

Tutta questa finta e truccata perfezione ostentata nel mondo digitale rischia di creare troppo pressione agli adolescenti?
In che modo un genitore può aiutare un adolescente insicuro, che non si sente all’altezza di quello che vede sui social?

I: La finta perfezione ostentata sui social mette in atto un meccanismo difficile da gestire per gli adolescenti, ovvero il “peso delle aspettative” che potrebbero avere nei confronti di loro stessi andando dunque a minacciare la loro autostima.

La perfezione ostentata crea inoltre un grande problema: desiderare sempre di più di quello che si ha (catapultando sempre più precocemente bambini e ragazzi nel mondo del consumismo). E non riuscire a comprendere che la loro realtà vissuta non può essere tale e quale a quella che vivono le altre persone.

Faccio un esempio: un ragazzo può sapere che una persona è “famosa”, ma non può sapere come quella persona viva in realtà per potersi permettere determinati oggetti.
Purtroppo o per fortuna sui social, ogni cosa, anche le informazioni, è filtrata e nessuno sarà mai consapevole al 100% di come le altre persone vivono.

Questa sete di “approvazione” e di “materialità” porta a conseguenze pericolose. Pensiamo alla prostituzione di giovani ragazze di famiglie insospettabili che pur di avere una borsa o qualche soldo nel portafoglio sono disposte a incontrare sconosciuti o a scambiare prestazioni sessuali con i compagni di scuola. E credetemi, queste cose accadono, continuamente e spesso, anche quando nessuno se lo aspetta.

Photo by Manuel Iallonardi on Unsplash

L’accettazione è sempre un tasto dolente durante l’adolescenza, si dice sia l’età in cui più si cerca l’approvazione del “gruppo”.
Nelle attuali generazioni però sempre più adolescenti ricercano approvazione sui social a suono di like, commenti e follow. Quali conseguenze può avere questa ossessiva ricerca di piacere esteticamente on line, ricorrendo anche a filtri e app che modificano l’aspetto già in giovane età?

I: Durante il periodo dell’adolescenza essere accettati dal gruppo dei pari è la cosa più
importante.

Dall’accettazione del gruppo dei pari dipende poi l’accettazione verso e di se stessi.
In passato questo avveniva tramite altre pratiche: possedere vestiti alla moda, essere inseriti all’interno del “gruppo” giusto, avere le conoscenze giuste.

Oggi i ragazzi riconoscono il loro valore non solo sulla base dell’approvazione che ricevono da parte dei loro pari, ma anche sulla base dell’approvazione che ricevono da parte di utenti estranei.
Proviamo ad immaginare il peso che l’approvazione in questa situazione può avere e proviamo anche a comprendere una volta per tutte che lo stacco generazionale ormai è netto, perché i nostri ragazzi stanno vivendo un’epoca che non ha eguali con quelle passate.
I ragazzi sono continuamente esposti a meccanismi di accettazione e di rifiuto, di approvazione o disapprovazione senza che ne siano consapevoli.

Essere accettati significa fondamentalmente riuscire ad attirare l’attenzione di molti senza però creare veri affetti, vere amicizie.
Un like potrebbe avere più valore di un’uscita con un amico reale e l’ossessivo controllo di follow e commenti potrebbe tenerli totalmente distaccati dalla realtà.
L’approvazione che i ragazzi ricercano è prevalentemente rivolta all’aspetto corporeo e questo non perché siano superficiali, ma perché il loro corpo è l’unico elemento concreto con cui hanno a che fare e l’unico che in qualche modo possono controllare.
Ed ecco allora che con app e filtri vengono modificate forme e colori, viene fatto apparire un corpo più magro mettendo in risalto solo alcune parti, la pelle viene resa più lucida e luminosa e ci si convince anche in parte di essere davvero così.

Ecco perché il rapporto degli adolescenti con lo specchio diventa sempre più difficile e complicato. I ragazzi non sono disposti a vedersi davvero per quello che sono perché vorrebbero vedersi invece sempre come pensano “dovrebbero” essere per ricevere approvazione.

Photo by Thomas Mowe on Unsplash

Adolescenti allo specchio. Come possiamo aiutarli ad essere amici di ciò che vedono allo specchio?

I: Il corpo come detto in precedenza è per gli adolescenti l’unico elemento concreto di loro stessi con cui hanno a che fare.
Questo cambia in continuazione e sia per i maschi che per le femmine è difficilissimo accettarsi.
Accettare il proprio corpo è un percorso lungo, una storia d’amore con sé stessi che non deve dipendere dal parere esterno.

Per questo occorre lavorare in ottica di prevenzione e pensare per bambini e ragazzi percorsi educativi che vadano oltre alle nozioni teoriche.
Questo compito, lo dico da pedagogista, spetta sia alle famiglie che alla scuola.
Percorsi pratici in cui vengono impostate attività educative volte all’amore per sé stessi, rimettere il corpo al centro non solo per come appare, ma anche per come si sente, per i segnali che ci manda.

Aiutare i ragazzi a sviluppare un’idea di benessere a 360 gradi che non dipende solo dal peso, dai muscoli o dal ventre piatto. Aiutarli a comprendere che l’immagine è importante ma che ognuno ha un’immagine unica e diversa da custodire e coltivare come un tesoro prezioso.
(Irene Pozzi)

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