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Violenza sulle donne uguale violenza dei diritti umani.
Violenza sulle donne uguale violenza dei diritti umani.

Violenza sulle donne uguale violazione dei diritti umani.

25 Novembre: Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne.
Oggi è solo un giorno per ricordarci che non dobbiamo dimenticarci di fare qualcosa ogni giorno per la difesa dei diritti e per la promozione della parità, combattendo ogni rischio di arretramento culturale.

Il 25 novembre dovrebbe diventare per tutti la data in cui rinnovare il patto di alleanza contro ogni forma di violenza e di discriminazione di genere. Perché la violenza contro le donne non è un problema del singolo ma è un fenomeno strutturale che ha radici culturali profonde e pervasive e che, in quanto tale, necessita di interventi strutturali, continui e integrati tra vari soggetti.

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Violenza sulle donne nel mondo.

L’ultimo report mondiale dell’Oms sulla violenza pubblicato nel novembre del 2019 parla chiaro: nel mondo il 38% delle donne uccise muore per mano del partner, e il 35% subisce nel corso della propria vita qualche forma di violenza o abuso. Un dettaglio inquietante è che il 30% delle donne che ha avuto una relazione, ha subito una qualsiasi forma di abuso fisico o sessuale da parte del partner.

Sempre lo scorso anno a livello mondiale 243 milioni di donne e ragazze sono state abusate da partner intimi. Meno del 40% ha dichiarato l’abuso o ha chiesto aiuto. Con i vari Paesi in lockdown poi a causa delle misure contro il coronavirus, la violenza contro le donne, specialmente quella domestica, si è intensificata. In alcune regioni le chiamate di aiuto alle linee amiche sono aumentate esponenzialmente.

Violenza sulle donne e Covid-19

La pandemia di Covid-19 ha aggravato una situazione già grave.
Secondo i dati del Dossier Viminale negli 87 giorni di lockdown per l’emergenza coronavirus (9 marzo – 3 giugno 2020) sono stati 58 gli omicidi in ambito familiare-affettivo: ne sono state vittime 44 donne (il 75,9%) e in 14 casi gli uomini.
Ciò significa che, durante il lockdown, ogni due giorni una donna è stata uccisa in famiglia.
Uno dei dati che fa capire l’entità e la gravità della situazione in merito alla violenza sulle donne è quello rilasciato da ActionAid, che ha evidenziato di come le chiamate al numero antiviolenza 1522 tra marzo e giugno 2020 siano state più di 15 mila, il 119,6% in più rispetto allo stesso periodo del 2019.
Secondo quanto emerge da un report del Ministero degli Interni sul tema violenza sulle donne: i dati del 2020 sono un susseguirsi di percentuali aggravate dalla solitudine e dalla chiusura sociale.

Violenza sulle donne: i dati del 2020

Secondo l’Istat, una donna su tre ha subìto qualche forma di violenza nel corso della sua vita, specialmente in famiglia.
In Italia, circa 7 milioni di donne tra i 16 e i 70 anni hanno subìto violenza fisica (20,2%) o sessuale (21%), dalle molestie al tentativo di omicidio o stupro (5,4%). Gli autori delle violenze più gravi sono prevalentemente partner o ex partner (62,7%). Gli sconosciuti commettono in gran parte molestie sessuali (76,8%). I dati disponibili sottostimano la portata del fenomeno: in base a quanto riportato dall’Istat, solo il 12% delle violenze viene denunciato.

Il report del Ministero dell’Interno sulla Violenza di genere e omicidi volontari con vittime donne relative al semestre Gennaio-Giugno 2020 ha evidenziato l’aumento di reati con un incremento dopo la fine del periodo di lockdown.
Alcuni dati del report sono davvero spaventosi:

  • i reati di maltrattamenti contro familiari e conviventi e atti persecutori, diminuiti durante i mesi del confinamento, tornano ad aumentare nel mese di maggio;
  • le violenze sessuali aumentano a maggio e ancora di più a giugno, ma restano sempre al di sotto dei valori di gennaio e febbraio 2020;
  • i reati di minaccia, lesione personale e percosse, con particolare riferimento all’ambito familiare, registrano un’importante flessione durante il periodo del lockdown, aumentando nei mesi di maggio e giugno, pur restando sempre inferiori rispetto a quelli del 2019;
  • gli omicidi si confermano in calo rispetto all’analogo periodo del 2019, ma le vittime di sesso femminile aumentano;
  • l’incidenza delle persone offese donne aumenta nel 2020, anche per gli omicidi in ambito familiare/affettivo;
  • si registra un lieve incremento anche degli omicidi commessi da partner o ex partner.
Photo by engin akyurt on Unsplash

Perché questa giornata?

La data del 25 novembre è stata scelta per ricordare il massacro delle sorelle Mirabal, Patria, Minerva e María Teresa, assassinate durante il regime domenicano di Rafael Leonidas Trujillo lo stesso giorno del 1960.
Dal 1981 in questa data nel mondo si organizzano iniziative di sensibilizzazione contro la violenza.
La Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne è una ricorrenza istituita dall’Onu nel 1999. La data segna anche l’inizio dei 16 giorni di attivismo contro la violenza di genere” che precedono la Giornata mondiale dei diritti umani il 10 dicembre di ogni anno.

La violenza sulle donne: non è solo quella fisica.

Quella contro la violenza sulle donne è ancora una lunga strada da percorrere, perché la morte è il prezzo più alto pagato dalle donne che si trovano ad avere a che fare con violenza maschile, ma non è l’unico. I soprusi, infatti, hanno molte forme e quando si manifestano per la prima volta sono spesso quasi irriconoscibili. Anche perché, nella maggior parte dei casi, il carnefice è colui che dice di amare: un marito o un fidanzato.

Stalking e aggressioni verbali e psicologiche sono i primi campanelli d’allarme. Il controllo ossessivo del cellulare e delle frequentazioni segue a ruota, non meno grave di soprusi fisici o sessuali.
In questi ultimi anni, la violenza sulle donne passa anche dal digitale, attraverso il revenge porn che può segnare e rovinare per sempre la vita di una donna.
Le donne spesso faticano a rivolgersi alle forze dell’ordine per paura di ritorsioni ulteriori, perché convinte in qualche modo di meritarsi quello che subiscono, per paura di non essere credute o perché non si sentono abbastanza tutelate dalla legge.
L’approvazione della Legge 69/2019, il famoso Codice Rosso, è solamente l’inizio ma non può bastare, c’è molto altro da fare, da fare tutti assieme.

fonte Pinterest

Violenza sulle donne: cosa fare e a chi rivolgersi.

Le donne che trovano il coraggio di ribellarsi alla violenza possono trovare appoggio presso Centri Antiviolenza Case Rifugio, strutture di protezione e salvaguardia in cui le vittime sono accolte gratuitamente e segretamente insieme a eventuali figli minorenni.
Sul sito del Dipartimento delle pari opportunità si può trovare la mappa dei centri antiviolenza in Italia.
Si può chiamare il 1522 ,il numero rosa, il numero nazionale anti violenza e stalking.
Il numero è attivo 24 ore su 24, tutti i giorni dell’anno ed è gratuito sia da rete mobile che da fissa.
Si può scrivere anche al numero su Whatsapp dedicato alle donne che stanno subendo o rischiano di subire violenza. Con il servizio Whatsapp si aggiunge un importante canale per chiedere aiuto ai Centri Antiviolenza, garantendo maggiore riservatezza alle donne che ne hanno bisogno. I nuovi numeri di cellulare permettono, infatti, di contattare via Whatsapp direttamente tre Centri Antiviolenza di Roma Capitale: Trionfale (331.6493913) e Sisenna (366.9384736), entrambi H24, e Colasanti-Lopez (366.9384721), dal lunedì a venerdì dalle 10 alle 18.

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Violenza sulle donne: 3 iniziative italiane.

In rete si trovano moltissime iniziative per questo 25 Novembre e non solo, perché come ho scritto all’inizio di quest’articolo, questo è solo un giorno per non scordarci di fare qualcosa tutti i giorni. Oggi vi parlo nello specifico di tre iniziative sul territorio italiano a cui possiamo partecipare.

Non una di meno

L’associazione Non una di meno sarà nelle piazze di molte città italiane, fisicamente e in streaming, con con azioni, presidi e flashmob, tutte al grido di “se ci fermiamo noi, si ferma il mondo!“.
Per onorare il 25 novembre, in molte città italiane verranno posate nuove panchine rosse, il simbolo della lotta alla violenza di genere.

ActionAid

ActionAid ha attivato una campagna di sensibilizzazione e sostegno alla causa.
Si chiama Call4Margherita e prende il nome dalla pizza che lo scorso agosto ha salvato una donna. Per salvarsi dal compagno violento, ha chiamato la polizia e ha finto di ordinare una pizza. L’agente ha compreso la richiesta di aiuto e l’uomo è stato arrestato.
Dal 25 novembre al 2 dicembre, grazie alla collaborazione con diverse pizzerie di Milano,
Bologna, Roma, Napoli, sarà possibile partecipare alla campagna ordinando una pizza Margherita, che verrà recapitata a casa dai rider Call4Margherita.
Il ricavato andrà ai Centri antiviolenza dedicati alle donne. Le pizze saranno consegnate in un cartone realizzato appositamente per la campagna, su cui si potrà leggere un messaggio di protesta: “Finché i Centri Antiviolenza rischieranno di chiudere per mancanza di fondi e servizi sociali, non ci saranno strumenti migliori per combattere la violenza.” Ogni pizzeria aderente (l’elenco su qui) esporrà anche locandine e materiale informativo per spiegare la mobilitazione.

#UnaSuTre | MamaChat

Per dire basta a tutto questo, il 25 novembre Mama Chat invita a scaricare il filtro con #UnaSuTre: un hashtag che richiama un concetto già conosciuto e utilizzato nella lotta alla violenza contro le donne e uno sfondo di volti femminili in cui a una donna su tre è stata cancellata la bocca. Lo sfondo, una volta caricato sul proprio profilo, parte prima con tutte le donne in bianco e nero, andando poi a colorarne solo una su tre.
«Una donna su tre vorrebbe dire basta, ma nella maggior parte dei casi pensa che non vi sia nessuno ad ascoltarla. ‘Rompi il silenzio, fai sentire la tua voce contro la violenza sulle donne’ è lo slogan che auspichiamo diventa virale il 25 novembre», spiegano i fondatori di Mama Chat.
Mama Chat è uno sportello di aiuto online ed è rivolto al pubblico femminile e funziona senza sia bisogno di iscriversi o lasciare mail, attraverso una semplice chat cui si accede da smartphone, tablet o pc sul sito https://mamachat.org. La donna in difficoltà stabilisce un contatto tramite la chat riservata. Dall’altra parte risponde una psicologa del team che, dopo un ascolto approfondito, la indirizzerà verso i servizi territoriali o del Terzo Settore più idonei (consultori, ospedali, servizi sociali, sportelli anti-violenza).

Fonte Mama Chat

Violenza sulle donne: altre iniziative interessanti.

Sostegno per contrastare la violenza di genere anche da Caffè Vergnano con il suo progetto Women in Coffee. Dal 25 Novembre al 1 Dicembre, tutto il ricavato della vendita della Pink Collection di Caffè Vergnano sarà devoluto al Telefono Rosa, l’associazione che si occupa da anni di offrire supporto psicologico alle donne vittima di violenza. Per sostenere attivamente la raccolta fondi Women in Coffee sarà sufficiente acquistare uno dei prodotti pink della collezione di Caffè Vergnano.

Un-Women: l’agenzia ONU per i diritti delle donne ha dato il via a una 16 giorni di eventi che si concentreranno anche sull’evoluzione del fenomeno ai tempi del Covid-19 ed anche quest’anno si tingeranno di arancione con la campagna #OrangetheWorld.

Kering Foundation ha organizzato una rassegna di 16 film in 16 giorni per affrontare l’argomento. Qui il calendario.

Wall of Dolls Onlus: il 25 novembre, vista l’impossibilità di incontrarsi fisicamente, l’associazione Wall of Dolls Onlus organizza una giornata di dirette digitali, dall’indirizzo Instagram @wallofdolls, dalle ore 9.30 alle 19. Si alterneranno: avvocati, i volontari delle associazioni che in tutt’Italia combattono la violenza sulle donne, sociologi, sessuologi e psicoterapeuti, alternati alle voci delle testimonial sopravvissute, per raccontare con un nuovo linguaggio il rispetto verso il mondo femminile, e le tante iniziative nel territorio.

StandUp: un’iniziativa di L’Oreal Paris in collaborazione con il corriere della sera per dire Stop alle molestie nei luoghi pubblici. Spesso chi tace davanti ad una molestia lo fa perché non sa cosa fare. Per imparare a reagire, salvaguardando la propria incolumità, sia nel caso si sia testimoni, che nel caso si sia vittima, è possibile seguire una serie di webinar gratuiti sul sito standup.webinarspro.it.

Fondazione Pangea Onlus

A partire da mercoledì 25 novembre, Senhit e Luca Tommassini daranno il via a una challenge con una serie di nuove coreografie sulle note della cover di “Waterloo” degli ABBA per raccogliere nuove donazioni e per far conoscere il più possibile il nome della Fondazione Pangea Onlus. Per aiutare e supportare le donne vittime di violenza domestica e i loro bambini, la Fondazione Pangea Onlus ha realizzato il progetto Piccoli Ospiti, uno specifico programma di accoglienza e recupero del rapporto genitoriale tra le donne e i figli che sono stati testimoni degli abusi perpetrati contro le loro madri.
Senhit e Luca si impegnano a donare per ogni persona che ripropone la coreografia 100 euro alla Fondazione, per il progetto Piccoli Ospiti, fino al raggiungimento dei 50 mila euro. Basterà pubblicare il video sui propri social utilizzando l’hashtag #DanceForPangea e taggando i profili di Senhit e Luca Tommassini.

Possiamo tutti fare qualcosa, anche di piccolo, non importa. L’importante è non cadere nell’indifferenza totale verso ciò che magari non ci tocca da vicino.
La violenza sulle donne riguarda tutti noi.
La violenza contro le donne è una violazione dei diritti umani.

Photo by Yuris Alhumaydy on Unsplash

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