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consumo di acqua

Il nostro reale consumo d’acqua e come ridurlo

IMPRONTA IDRICA. Così si definisce il reale consumo di acqua collegato al nostro personale stile di vita. Ed è altissimo… spaventosamente alto!

Starai pensando ai rubinetti da chiudere mentre ci si lava i denti, alle lavatrici e lavastoviglie da far andare solo a pieno carico, alla doccia da preferire rispetto al bagno nella vasca ecc… Certo, queste sono tutte buone abitudini, anzi, ottime e necessarie. Tuttavia non è quello su cui voglio soffermarmi in questo articolo. Questo perché, seppur segno di attenzione e consapevolezza di quanto le abitudini quotidiane vadano modificate in direzione più sostenibile, hanno, nello specifico, un’impatto relativamente piccolo sulla nostra vera impronta idrica. Si stima che il consumo di acqua domestico sia nell’ordine del 3,8% della reale impronta idrica personale. Nel calcolo reale del nostro consumo d’acqua, le voci con maggiore responsabilità sono altre e i numeri sono da capogiro (e no, non un piacevole capogiro).

Sono cose a cui non pensiamo, di cui spesso ignoriamo il vero impatto. L’acqua che consumiamo non è tanto nelle nostre case, anzi, spesso è a migliaia di chilometri di distanza. Non la vediamo scorrere dal rubinetto e non ci viene conteggiata in bolletta. E’ la cosiddetta “acqua virtuale”, ma il problema è più che reale.

Cristina di Good Food Lab, ha scritto per Koroo un articolo tanto bello, quanto preoccupante sulla salute del nostro pianeta, con tre piccole azioni per salvarlo. Nell’articolo, ha condiviso anche un link per misurare la propria impronta ecologica, cioè il proprio contributo al consumo di risorse naturali. Ricordo che quando feci il calcolo rimasi turbata! Visto che shock di questo tipo sono assolutamente positivi per dare il via a cambi di rotta virtuosi, alla fine di questo post, dopo che ti avrò raccontato cosa ruba al nostro Pianeta la maggior parte dell’acqua che abbiamo a disposizione, ti lascerò un link per calcolare anche la tua impronta idrica personale. E’ un grosso aiuto nella ricerca di quali abitudini valga la pena modificare per avere una riduzione davvero sostanziale dei nostri consumi.

Quanta acqua abbiamo a disposizione?

Pochi giorni fa, le mie figlie sono tornate da scuola con un cartoncino rotondo con una grossa parte blu e uno spicchio più piccolo marrone. Al centro c’era scritto: acqua 71% – terra 29%. Queste (circa) sono le percentuali riferite alla superficie coperta del nostro pianeta. Purtroppo, però, il 97,5% dell’acqua presente sulla Terra è nei mari e negli oceani. Il resto sarebbe acqua dolce, ma di questa già piccola parte, il 70% è sotto forma di ghiaccio (regioni artiche e antartiche + nevi perenni), un’altra buona parte è umidità o localizzata in falde acquifere estremamente profonde. L’acqua che abbiamo effettivamente a disposizione non raggiunge l’1%. A questo si aggiunge il fatto che questa misera percentuale, come sappiamo, non è equamente distribuita sul Pianeta. Insomma, non serve che scriva un trattato sulla situazione idrica della Terra; siamo effettivamente in piena emergenza.

Le riserve stanno diminuendo e i consumi, aumentando. “Secondo l’Ocse, già nel 2025, due terzi degli abitanti del Pianeta potrebbero ritrovarsi in condizioni di “stress idrico”. Dobbiamo trovare le fonti di maggior spreco e agire per ridurre prima di tutto quelle, se vogliamo avere un impatto significativo sulla riduzione del nostro consumo di acqua

Se il nostro consumo di acqua è solo in minima parte legato all’ambiente domestico, che cosa ha un così grosso impatto sulla nostra impronta idrica?

Principalmente il nostro consumo di risorse idriche si concentra nei settori:

  • alimentare
  • tessile
  • energia e trasporti

Il consumo di acqua legato all’alimentazione

L’Onu ha calcolato che per assicurare le condizioni minime di igiene, sarebbero necessari dai 20 ai 50 litri di acqua giornalieri pro-capite (per bere, lavare e lavarsi, cucinare ecc…). La quantità che, mediamente, consumiamo in maniera diretta si aggira, invece, sui 140 litri. A questa, però, dobbiamo, per esempio aggiungere fino a 4000 litri (GIORNALIERI!) per l’alimentazione. Questa è la quantità di acqua necessaria a produrre, eventualmente processare, e fare arrivare fino a noi i cibi che mangiamo.

Per produrre 150 grammi di carne di manzo, per esempio, sono necessari 2400 litri d’acqua, contro i 18 litri per 100 grammi di pomodori o i 156 litri per 100 grammi di pasta. Si calcola che un’alimentazione basata su alimenti di origine vegetale, riduca l’impronta idrica di 2300 litri al giorno; il che costituirebbe una riduzione del 36%!

E, per curiosità, sapete quanta acqua c’è in una tazzina di caffè? 140 litri di acqua! Incredibile, vero? Eppure è questa la quantità di acqua necessaria a far crescere, trasportare, tostare e macinare quei 6-7 grammi di caffè per la nostra tazzina. Capisci quindi cos’è l’acqua virtuale?

Consumo di acqua: infografica impronta idrica
Photo credits: Washingtonpost.com

Come ridurre il consumo di acqua legato all’alimentazione

carne

Dati alla mano, è evidente che, se vogliamo avere un impatto reale sul consumo di acqua, dovremmo ridurre al minimo il consumo di carne in favore di una dieta vegetariana. Non tutti vogliono o se la sentono di rinunciare completamente alla carne, ma una riduzione è possibile e farebbe anche molto bene alla nostra salute. Prova a dedicare alcuni giorni della settimana ad alimenti esclusivamente di origine vegetale. Online si trovano davvero infinite ricette che non ti faranno pesare questa scelta coraggiosa.

Quando e se scegli di acquistare carne, è davvero importantissimo evitare quella che proviene da allevamenti intensivi. Concentrandoci sul tema “consumo di acqua” e ignorando momentaneamente le condizioni disumane in cui questi animali vengono tenuti e i rischi per la nostra salute, considera che, per produrre 1 chilo di carne in allevamenti intensivi, è necessario un quantitativo d’acqua 5 volte superiore rispetto allo stesso quantitativo da animali allevati al pascolo.

frutta e verdura

Anche nell’acquisto di frutta e verdura, però, possiamo fare qualcosa per ridurre il consumo di acqua. E’ sempre meglio preferire prodotti biologici e, quando possibile, a km 0, ma è altrettanto importante adeguarsi alla stagionalità degli alimenti. Le produzioni in serra, che ci permettono di trovare, per esempio, “gustosissime” fragole al gusto di acqua fresca a febbraio, hanno bisogno di enormi quantità di acqua. Acqua, tra l’altro, che non arriverà dalle naturali precipitazioni sul territorio, quanto dalla preziosa rete idrica.

Infine, come già accennato, un fattore che influisce enormemente sul consumo di acqua (e sull’inquinamento in generale) per l’alimentazione, è la distanza da cui importiamo i prodotti. La grande distribuzione propone i prodotti sui quali ricava un guadagno maggiore, disinteressandosi del fatto che, spesse volte, lo stesso prodotto potrebbe essere acquistato da contadini locali o comunque, sul territorio nazionale… ma ad un prezzo maggiore. A titolo esemplificativo, lascio il link ad un articolo interessantissimo sul disastro degli avocado cileni che lasciano senz’acqua migliaia di abitanti… lo sai che in sud Italia abbiamo avocado favolosi? Se non hai contatti diretti con contadini della zona, sicuramente non lontano da te ci saranno mercati di produttori della zona. Sul sito di Campagna Amica, fondazione che fa capo a Coldiretti, puoi fare una ricerca per regione individuando tutti i mercati locali, con prodotti a km 0, nella tua zona.

ridurre il consumo di acqua: mercato km 0
Mercato a km 0 Campagna Amica

Il consumo di acqua legato al settore tessile

Mediamente, quando usciamo di casa, indossiamo più di 10000 litri d’acqua.  Be’, ovviamente non li indossiamo, ma è il consumo di acqua che un singolo nostro outfit, mediamente, porta con sé. Assurdo, vero?

Il cotone, ad esempio, soprattutto se proveniente da coltivazioni tradizionali, ha un’impronta idrica altissima! Necessita di quantità enormi di acqua per crescere e circa l’80% della sua impronta idrica è concentrata in paesi come la Cina, il Pakistan, l’India, l’Uzbekistan dove l’acqua è già scarsa (e quella che c’è è molto inquinata).

ridurre il consumo di acqua: attenzione al cotone

Rispetto al cotone, per esempio, una camicia in lino fa risparmiare all’ambiente 650.000 metri cubi di acqua (e 300 tonnellate di prodotti fitosanitari). Inoltre, forse non lo sapevi, ma la maggior parte della produzione globale di lino, avviene in Europa (nord della Francia, Belgio e Paesi Bassi), quindi, almeno per noi, si riducono anche i consumi legati al trasporto della materia prima.

Come ridurre il consumo di acqua legato al settore tessile?

Prima di tutto è importantissimo preferire, qualsiasi materiale si scelga, tessuti da produzione sostenibile, con certificazioni globalmente riconosciute (relativamente al biologico cercate GOTS e OCS). A tale proposito ti consiglio di seguire il blog di Angela di Con cosa lo metto?, che, ormai da diverso tempo, sta sviluppando il tema dell’abbigliamento sostenibile ed è in grado di dare sempre consigli preziosissimi. Un consiglio che lei ama dare e con il quale noi siamo assolutamente d’accordo, èpunta sulla qualità! Preferisci pochi capi basic, ma di ottima qualità, che dureranno “una vita”, piuttosto che cedere agli acquisti compulsivi, che i prezzi della fast fashion ci permettono, ma che ti riempiranno di vestisti a breve scadenza.

Come abbiamo visto, anche il tipo di coltivazione ha un grosso impatto sul consumo di acqua per un determinato capo d’abbigliamento. Il cotone ha una versatilità impareggiabile e credo di non sbagliarmi immaginando che sia il re dell’armadio di tutti noi, tuttavia, non dimentichiamoci di altri materiali, come il lino, il Tencel che hanno un impatto ambientale (non solo in termini di consumo di risorse idriche), molto minore.

Nell’industria tessile sembra, comunque, che si stia muovendo qualcosa e la ricerca legata ad una maggior sostenibilità dei materiali e dei prodotti ci da buone speranze. Stanno nascendo tessuti ricavati da fibre sempre più green, ma quello che dobbiamo sempre ricordarci è che siamo noi consumatori, con le nostre scelte, a convincere l’industria a migliorare.

Il consumo di acqua legato ad energia e trasporti

La produzione di qualsiasi fonte di energia comporta consumo di acqua, ma nel caso di combustibili fossili, questo consumo è infinitamente maggiore.

Come ridurre il consumo di acqua legato ad energia e trasporti

Credo che, più o meno, tutti sappiamo la risposta a questa domanda. Purtroppo i governi non ci aiutano granché, ma è importante spostare, pian piano, la nostra attenzione verso fonti di energia rinnovabili. Per produrre 1 KWh da fotovoltaico, sono necessari 0,0 litri d’acqua. Esatto: ZERO.

Parallelamente a questo, possiamo cercare di limitare i consumi. Sia in casa, sia nei trasporti. Scegliere lampadine e elettrodomestici a basso consumo. Impegnarsi a camminare per distanze brevi e scegliere i mezzi pubblici e il treno per distanze maggiori; insomma… lasciare la nostra amata automobile il più ferma possibile.

Concludendo

Ho la sensazione che questo articolo potrebbe non finire mai; ci sarebbe così tanto da approfondire! Quello che voglio ancora lasciarti è, come ti avevo promesso, il link per calcolare la tua impronta idrica. Troverai anche tante informazioni per approfondire l’argomento, se ne avrai voglia, oltre a consigli su come ridurre il tuo consumo di acqua.

Spero che tu abbia trovato informazioni utili in questo articolo, perché ora è il momento di rimboccarsi le maniche! Un cambiamento di rotta è possibile e se è vero che non può, un singolo, fare tutto da solo, è anche vero che questa non possa (e non debba!) essere una ragione per non fare nulla.

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