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Mini guida al protagonista delle feste per eccellenza: lo Champagne!

Lo Champagne, grazie alle sue eleganti bollicine e dal suo sapore delicato,  è spesso il simbolo e il protagonista indiscusso delle feste.

Se, però, da un lato tutti (o quasi) lo adorano, in pochi lo conoscono davvero a fondo. 

Da qui, nasce l’esigenza di creare una mini guida di base dello Champagne per tutti coloro che vogliono approfondire l’argomento e degustarlo in maniera più consapevole. 

Champagne: quando tutto è iniziato 

Tutto è iniziato grazie ai Romani. Forse alcuni francesi storceranno il petit nez ma furono proprio i Romani, in tempi antichi, a introdurre la vite nella regione della Champagne. 

Per molti secoli , però, il vino commercializzato non veniva chiamato Champagne, ma più genericamente indicato come vin de France

Dobbiamo aspettare il XVII secolo perché possa effettivamente comparire la dicitura vin de Champagne. 

Da questo momento in poi il vin de Champagne inizia a essere sinonimo di eleganza per la borghesia francese e anche inglese. 

Molto più conosciuta, invece, è la figura di colui che ha reso possibile lo Champagne come lo conosciamo oggi. Si tratta del monaco Dom Pérignon, il quale ebbe per primo l’idea di assemblare il succo di diverse uve per ottenere un risultato dal sapore ricercato e unico. Da quel momento niente fu più lo stesso. 

Vitigni e colori 

A est di Parigi si trova la regione della Champagne. 

Qui si producono più uve nere (55%) rispetto a uve bianche (45%). Le prime sono composte da Pinot Noir e Pinot Meunier, mentre le altre sono Chardonnay.

Lo Champagne è composto da un assemblaggio di questi vitigni, con proporzioni variabili. 

Tuttavia, quando uno Champagne è composto unicamente da uve Chardonnay si definisce Blanc de Blac. Quando, invece, uno Champagne è composto solo da uve di Pinot Noir e Pinot Meunier si definisce Blanc de Noir. 

Quasi tutto il vino ottenuto è bianco e frizzante, ma esiste una porzione sempre più crescente di vino rosè. 

Il colore dello Champagne  “classico” (quindi non rosè) è dato dalla modalità di vinificazione senza le bucce, le quali sono le responsabili del colore del vino. Nel caso dello Champagne rosè, invece, viene reintrodotto del vino rosso fermo (rigorosamente della Champagne) oppure vengono lasciate più a lungo le bucce delle uve a bacca nera a contatto con il mostro durante la spremitura. 

La maggior parte degli Champagne è una miscela di annate diverse ed è venduta come vino non millesimato (non-vintage). Una piccola percentuale  degli Champagne è destinata a essere prodotta con uve della stessa annata, questi vini potranno quindi definirsi millesimati. 

Lo Champagne e il Metodo Tradizionale 

Lo Champagne, così come anche i Cava spagnoli,  sono ottenuti con una tecnica elaborata chiamata Metodo Tradizionale. In questi casi la fermentazione non avviene in autoclave ma direttamente nella bottiglia. 

In questo modo il vino acquisisce maggiore complessità grazie al contatto con le cellule morte del lievito per molti mesi o addirittura anni. Il sedimento che ne deriva viene concentrato nel collo della bottiglia rovesciata, congelato e poi espulso sotto pressione (questa è la sboccatura). 

Le bottiglia, a questo punto, sono poste verticalmente per far si che si possa applicare il tappo della gabbietta. 

Il ciclo della vita di uno Champagne

Durante il ciclo di vita di uno Champagne gli aromi in esso contenuti possono variare, così come il suo colore.

Uno Champagne giovane (meno di 5 anni dopo l’acquisto) si presenta giallo pallido con sentori di fiori bianchi, pera, mela, pesca.

Uno Champagne nel pieno della maturità  (da 5 a 9 anni dopo l’acquisto) avrà un colore dorato pallido con sentori di Croissant, mandorla, fico, liquirizia. 

Uno Champagne nella sua pienezza (più di 9 anni dopo l’acquisto) avrà un colore dorato/ambrato e donerà sentori di pane tostato, pane speziato, sottobosco e cacao. 

Come degustare lo Champagne 

Quando si tratta di degustare Champagne, tutto inizia dal bicchiere giusto e in questo gli esperti si dividono. 

C’è chi dice Flùte sempre e comunque e chi predilige il bicchiere di vino tradizionale. La verità sta nel mezzo, ossia, scegli quello che più ti piace tra i due. Se anche gli esperti non sanno decidersi, tanto vale, seguire il proprio cuore. 

Lo Champagne deve essere freddo al punto giusto, meglio quindi servirlo non appena tirato fuori dal frigorifero. Nel versarlo mai e poi mai inclinare il bicchiere soprattutto se ci si trova al cospetto di un francese. Questo gesto, infatti, potrebbe causare un infarto fatale al povero cugino oltralpe. 

La spuma deve essere lasciata libera di liberarsi all’interno del bicchiere, questo perché la nobiltà dello Champagne è strettamente legata alla sua effervescenza. Sono le bollicine che, fungendo da ascensori degli aromi, svolgono il ruolo essenziale di diffusione dei sentori verso la parte più alta del bicchiere. 

Lo Champagne è spesso associato al momento dell’aperitivo, ma nessuno (e lo dico per esperienza personale) vieta di berlo a tutto pasto. Si può accompagnare a piatti di pesce o ad alcuni formaggi. 

Personalmente l’ho sempre gustato con il pesce e non ha mai deluso le aspettative. 

Quanto è giusto spendere per uno Champagne? 

Esistono bottiglie di Champagne il cui prezzo farebbe diventare astemi anche i più accaniti bevitori. 

Lasciando, però, da parte gli estremi si possono bere ottimi Champagne anche a 25€ o meno. 

Il consiglio è trovare qualche amico o responsabile di enoteca che abbia contatti con piccoli produttori della Champagne che non spendono in pubblicità (per cui sono poco conosciuti) ma offrono prodotti di alta qualità a un prezzo più che abbordabile. 

Gli amici di Koroo sono fortunati perché questo amico posso essere io

Alcune curiosità

IV secolo: i Romani introducono la vite nella regione dalla Champagne

1837: la prise de mousse, ovvero l’effervescenza, si può controllare

1844: viene inventata la “gabbia” in fil di ferro che permette di mantenere fermo il tappo 

2015: il territorio dello Champagne, Coteaux, maisons et caves de Champagne, è iscritto nel patrimonio dell’Unesco

Hai altre curiosità o vuoi condividere con noi gli Champagne che hai assaggiato? Scrivilo nei commenti! 

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