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ministero della felicità a dubai

Il Ministero della Felicità a Dubai

Quando si parla di Dubai, spesso, la prima cosa a cui si pensa è la ricchezza, il lusso ed il business. Dubai però è molto altro tanto che, nel 2016, è stato creato il Ministero della Felicità.

Sheikh Mohammed bin Rashid al Maktoum, primo ministro e vice presidente degli Emirati Arabi Uniti, ne fece l’annuncio su twitter l’8 febbraio 2016. Il ministro eletto a capo di questo Ministero fu sua eccellenza Ohud Al Roumi, una donna ai tempi 22enne.

“The main job for the government is to create happiness”.

Ohud al Roumi

Questo nuovo Ministero, voluto dall’Emiro in persona, vuol indirizzare le scelte politiche verso obiettivi di benessere sociale e soddisfazione della popolazione. È la rappresentazione di uno dei pilastri del cambiamento auspicato dal sovrano che punta anche a dare un’immagine più giovane ed inclusiva del Paese. Non a caso, infatti, il Ministero della Felicità è stato affiancato al Ministero della Tolleranza, valore fondamentale per la società.

Il programma del Ministero della Felicità

Il programma si pone politiche governative, programmi e servizi volti a promuovere uno stile di vita positivo per la comunità al fine di incrementare la soddisfazione personale e professionale delle persone.

I tre pilastri del programma:

I tre pilastri alla base del programma perseguito dal Ministero sono:

  1. Inclusione del concetto di felicità nelle politiche e nei programmi e nei servizi di tutti i corpi governativi e nel lavoro.
  2. Promuovere il benessere e la felicità come stile di vita per la comunità.
  3. Sviluppo di benchmarks e strumenti per misurare la felicità.

Il programma è rivolto non solo agli emiratini ma a tutti i residenti ed ai visitatori. L’intento è quello di incoraggiare il governo stesso ed il settore privato ad adottare iniziative volte a promuovere il benessere delle persone e dei lavoratori.

“Vogliamo un governo più fresco e flessibile che sia in grado di soddisfare le aspettative dei giovani, l’energia dei giovani sarà il nostro motore” scrive l’Emiro su Twitter.

Nel luglio del 2020, in seguito ad una riorganizzazione del governo, “the Quality of Life and Happiness” portafoglio è stato trasferito nel Ministero per lo Sviluppo comunitario. Questo cambiamento degli assetti governativi è dovuto al desiderio di voler creare un governo più flessibile e proattivo in grado di potersi adattare alle sfide future post Covid.

L’importanza della felicità per il governo emiratino

L’istituzione di un Ministero della Felicità è indubbiamente un fatto rivoluzionario. Un popolo è felice se messo nella condizione di poter, almeno provare, a realizzare i propri sogni. La qualità della vita è un metro di misura di successo del governo, senza dimenticare che un lavoratore più felice è anche un lavoratore più produttivo.

Happiness Meter

Il Ministero della felicità non è stato l’unico tentativo di perseguimento della felicità. Infatti, è stato creato anche un portale per lanciare l’Happiness Meter ossia un vero e proprio “termometro” volto a misurare la felicità di residenti e visitatori. Dubai vuole diventare la prima città al mondo a misurare la felicità. L’idea di misurare la felicità non è però nuova: è stato il piccolo Paese Hinalayano del Bhutan, nel 1972, a inventare l’indice della misurazione della Felicità, per sostituire il classico indicatore del Pil. Anche l’Onu stila la classifica dei Paesi più felici al mondo ogni anno. Secondo il world happiness report, nel 2018, gli Emirati Arabi erano al 20esimo posto. Posizione che ovviamente il governo ha intenzione di migliorare al più presto. Nello stesso anno il punteggio di Felicità medio, rilevato grazie all’happiness meter per Dubai era dell’89%. L’obiettivo è quello di arrivare al 95% entro il 2021.

The Happiness Portal has been inspired by the vision of HH Sheikh Mohammed Bin Rashid Al Maktoum, Vice President and Prime Minister of the UAE and Ruler of Dubai; to not only make Dubai the smartest city, but also the happiest city in the world.

Un Paese giovane dove poter realizzare i propri sogni

Il Ministero della Felicità a Dubai, nonostante attualmente sia stato incorporato in un altro Ministero, è la dimostrazione di quanto sia fondamentale per il Governo locale avere una popolazione positiva e felice. Dubai non è solamente business, non è solo lavoro e rapporti professionali: Dubai è un luogo dove quasi l’80% della popolazione è di espatriati che vengono qui con le famiglie per costruire un futuro migliore. L’età media è di 33 anni e mezzo e le famiglie con bambini piccoli sono la maggioranza. Il governo di Dubai quindi è fortemente consapevole dell’importanza di incentivare, tutelare e sostenere i giovani.

Le iniziative intraprese nel corso degli anni da parte del Ministero della felicità sono state numerose ma non mi vorrei soffermare adesso su queste ma bensí su l’importanza data da un governo al benessere della propria popolazione. Pensare a come poter far stare meglio le persone che vivono a Dubai, offrirgli opportunità per vivere una vita migliore come singoli ma anche soprattutto come comunità.

Forse per molti la semplice idea di un Ministero della Felicità fa sorridere ma io ne sono sempre rimasta affascinata: un governo che con fatti concreti si occupa/preoccupa della qualità della vita dei suoi residenti mi sembra sorprendente. Voi cosa ne pensate? Cosa vi piacerebbe il nostro governo facesse per rendervi più felici?

leggi anche: https://www.koroo.it/il-museo-della-felicita-a-copenhagen/

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