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I lavori del futuro: tra tecnologia e ambiente, la persona al centro

Negli ultimi anni assistiamo ad un grande progresso tecnologico che sta trasformando tutto il mondo, accelerata in modo esponenziale dalla pandemia.
Se dovessimo fare una proiezione e immaginare di doverci costruire una carriera daccapo, se dovessimo scegliere oggi un indirizzo di studi o una scuola professionale, per essere pronti ad entrare nel mondo del lavoro tra 5, 10 o 15 anni, quali potrebbero essere i lavori del futuro tra i quali scegliere?

Tutte le rivoluzioni portano a grandi cambiamenti.

È in atto un cambio di scenario enorme: l’Intelligenza Artificiale si evolve così velocemente da cancellare i lavori tradizionali, e la pandemia ha accelerato ancora di più il cambiamento delle abitudini ed i bisogni delle persone.

I lavori del futuro: un cambio di paradigma nel concetto di lavoro

Il cambiamento più evidente a cui abbiamo assistito nel 2020 è quello che siamo abituati a chiamare “smart working”, che all’estero è definito in modo più aderente linguisticamente come “remote working” e che qualcuno a noi molto caro ha intelligentemente definito “spreadworking“, perché “sparso”, senza orari e senza confini all’interno delle nostre mura domestiche e delle nostre vite.

Una modalità di lavoro, in qualunque modo vogliamo chiamarla, che i lavoratori ma soprattutto la maggior parte delle aziende non erano pronte ad affrontare, ma che ha risolto in qualche modo l’esigenza di poter continuare a portare a termine il proprio compito aziendale in una situazione di immobilismo che rappresentava l’unica soluzione di possibile contenimento del contagio.

Nell’ultimo anno abbiamo imparato a fare le riunioni su piattaforme di video streaming mai provate prima, abbiamo imparato a collaborare con strumenti di gestione dei progetti che non conoscevamo, abbiamo anche capito che se il gatto ci saltava sul tavolo nel mezzo della riunione o nostro figlio ci chiedeva un panino nel mezzo della conference, beh, non è stato poi così tragico, disdicevole, poco professionale: è stato solo umano.

L’eredità più importante che ci ha lasciato, molto probabilmente, è una forte consapevolezza di quelli che saranno gli elementi da valutare e da considerare indispensabili per i lavori del futuro.

Finalmente è arrivato il momento in cui eccessiva formalità, apparenza, patinatura hanno lasciato il loro triste podio per far emergere la persona vera. Emergono finalmente, oltre alle competenze tecniche, proprio le soft skills: capacità di adattamento, pensiero critico, immaginazione, lavoro in team; capacità di sapersi muovere in percorsi di empatia, fondamentale per il lavoro a distanza.

Per le aziende sarà finalmente il momento di mettere il focus del lavoro sul lavoratore, cambiando la prospettiva e mettendo al centro la persona e la comunità che gravita attorno all’azienda.

Mentre lo scambio che finora si è svolto è stato quello tra la prestazione e il salario, ecco che, finalmente, il nuovo paradigma lo sposta tra progetto di lavoro e benessere della persona.

Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?

Ing. Adriano Olivetti, circa 1956
I lavori del futuro
Ing. Adriano Olivetti, considerato l’inventore del modello di impresa internazionale moderna, già negli anni 50 attenta alla contaminazione dei saperi scientifici e umanistici, ai valori etici e costantemente protesa verso il futuro.

I lavori del futuro:

Nel rapporto Future of Jobs del World Economic Forum sono mappati i posti di lavoro e le competenze del futuro, ottenuti monitorando il ritmo del cambiamento.

Il rapporto mira a far luce sulle disruption legate alla pandemia nel 2020 ed illustra le prospettive previste per l’adozione della tecnologia, per la creazione di nuovi posti di lavoro e per lo sviluppo delle competenze nei prossimi cinque anni, e di come sia possibile e necessario tramutare questa crisi in una opportunità, con uno sforzo collettivo di aziende, governi e lavoratori.

Un altro studio, 21 Jobs of the Future creato da Cognizant, elenca le professioni che già stiamo per vedersi affacciare nel mercato del lavoro e che ci permetterebbero di avere una professione “sicura” da qui al 2030.

Infine Crimson Education e Canadian Scolarship Trust, due organi che aiutano gli studenti universitari a scegliere la facoltà migliore e ad entrare in quelle più prestigiose, stilano un elenco di possibili lavori del futuro in base a proiezioni e richieste reali di aziende all’avanguardia.

Ecco la mia personale selezione:

1. Creatore di viaggi in realtà aumentata

I creatori di viaggi in realtà aumentata, secondo 21 Jobs of the Future di Cognizant, “progettano, scrivono, creano, calibrano, gamificano, costruiscono e, soprattutto, personalizzano la prossima generazione di viaggi con vignette e panorami disegnati per portare in giro per il mondo i nuovi viaggiatori”.

In pratica, consentiranno ai clienti di sperimentare tutto ciò che desiderano.

La posizione richiederà un diploma di scuola di cinema, nonché esperienza con giochi di ruolo online multiplayer di massa, afferma Cognizant, e “una conoscenza eccezionale e grande familiarità con le principali apparecchiature di visualizzazione indossabili in testa”.

2. Il creatore di organi

Il sito web neozelandese Crimson Education ipotizza che la carenza di organi trapiantabili alla fine porterà gli scienziati a creare organi e parti del corpo da cellule staminali e altri materiali, compresi alcuni che potrebbero non esistere ancora.

I reclutatori cercheranno candidati con un background in biologia molecolare, ingegneria dei tessuti o ingegneria biomedica.

3. Installatore di biofilm

I biofilm – raccolte di cellule microbiche attaccate a superfici bagnate – sono appiccicosi, umidicci e di complicata gestione. Sono formati da melma e schiuma di stagno e sono ritenuti la fonte dell’80% delle infezioni microbiche. Ma sono anche uno strumento straordinario per il trattamento delle acque reflue, per la pulizia delle fuoriuscite di petrolio e per la generazione di energia.

“Rivestendo alcune superfici del bagno e della cucina delle case, diventeranno strumenti chiave per edifici rispettosi dell’ambiente”, afferma il Canadian Scholarship Trust (CST).

L’istituzione canadese vede anche un ruolo importante per queste nuove figure professionali nella possibilità di dotare grandi edifici di un rivestimento di biofilm quale aiuto ad un intelligente ed efficiente risparmio energetico”.

3. Il predittore di terremoti

Molti dei lavori in questa lista sarebbero stati inconcepibili anche pochi anni fa, ma il ruolo del predittore di terremoti pare essere stato un lavoro del futuro per almeno 40 anni. Negli anni ’70, molti scienziati sostennero che una previsione precisa e tempestiva dei terremoti fosse proprio imminente.

Tuttavia quattro decenni dopo questa figura professionale non è ancora emersa, sebbene Crimson Education respinga coloro che affermano che tale previsione non si avvererà mai, osservando che alcune persone avrebbero detto la stessa cosa sui meteorologi meno di cento anni fa.

I background richiesti saranno quelli in geologia e geofisica.

4. Ingegnere strutturale d’emergenza

I giorni (non molto tempo fa) in cui si utilizzava la stampa 3D per creare portachiavi e teste di Yoda sono stati sostituiti dalla tecnologia impiegata per produrre protesi di mani e prototipi di motori a reazione.

In futuro, ingegneri strutturali d’emergenza saranno in grado di utilizzare la stampa 3D per costruire edifici temporanei per coloro che ne hanno bisogno, dopo disastri naturali o conflitti armati.

“La stampa 3D sarà in grado di stampare le parti necessarie per creare piccole unità abitative, simili a rimorchi, in diverse ore o giorni, in modo che possano essere assemblate rapidamente per chi ne ha bisogno”, afferma CST.

Gli ingegneri strutturali d’emergenza avranno una formazione in design industriale e ingegneria strutturale.

5. Rewilder

Photo by Михаил Павленко on Unsplash

I Rewilder sono i trasformatori radicali che potenzialmente trasformeranno una giungla di cemento in una cintura verde.

Questa figura professionale si concentrerà sull’annullare la rovina di due secoli di rivoluzione industriale, sostituendo fabbriche obsolete e edifici, strade e recinzioni non necessari con foreste e specie autoctone.

I rewilders avranno probabilmente un background in agricoltura, gestione della fauna selvatica e scienze ambientali.

6. Responsabile teaming uomo-macchina

Potrebbe non esserci nessun’altra posizione che metta il suo occupante al centro del futuro del lavoro come farà il ruolo del manager dell’interfaccia uomo-macchina.

“In qualità di responsabile del teaming uomo-macchina”, afferma Cognizant, “identificherai attività, processi, sistemi ed esperienze che possono essere aggiornati con nuove tecnologie disponibili e immaginerai nuovi approcci, abilità, interazioni e costrutti. Definirai ruoli e responsabilità e imposterai le regole su come le macchine e i lavoratori devono coordinarsi per svolgere un’attività”.

Requisiti? I reclutatori cercheranno candidati con un background in psicologia sperimentale o neuroscienze, possibilmente associati a studi o esperienze in informatica, ingegneria o risorse umane.

7. Consulente di valuta digitale

Photo by André François McKenzie on Unsplash

Con il crescente interesse e l’uso di criptovalute come Bitcoin, Litecoin ed altro, gli investitori ora hanno enormi opportunità – e potenziale esposizione – di investire in strumenti finanziari non regolamentati.

“I consulenti in valuta digitale”, afferma CST, “sono specializzati in queste valute e mostrano alle persone come gestire la propria ricchezza utilizzando il giusto equilibrio di sistemi”. I consulenti in valuta digitale avranno esperienza in contabilità, gestione finanziaria e sicurezza dei dati.

8. Ottimizzatore del traffico dei droni

Una volta una novità, i droni oggi stanno filmando i nostri film e combattendo le nostre guerre, controllando i nostri quartieri e consegnando i nostri pacchi (beh, questo è comunque il piano). In un altro decennio o giù di lì, saranno ovunque.

E qualcuno dovrà supervisionare le loro traiettorie di volo in modo che non inizino a provocare il caos completo. La NASA sta lavorando su questo tema oggi a livello internazionale. Gli ottimizzatori di traffico dei droni lo gestiranno a livello locale.

10. L’ingegnere dei rifiuti (o trash designer)

Gli esseri umani, secondo le Nazioni Unite, producono oltre 2 miliardi di tonnellate di spazzatura ogni anno. E, tristemente, sembra che i posti dove riporre la nostra spazzatura stiano finendo.

I trash designers saranno persone incaricate di escogitare metodi intelligenti per riciclare i rifiuti su larga scala, che verranno assunti dalle aziende per trovare modi più efficienti di utilizzare e riutilizzare i loro sottoprodotti”.

Sarà necessaria una formazione in scienza dei materiali e design industriale per coloro che sognano niente di meno che ripulire il mondo.

I lavori del futuro non sono quelli che ci aspettavamo. O forse sì!

Se anche voi come me siete nati negli anni 70, ricorderete sicuramente il protagonista di uno dei cartoni animati che ho amato di più: George Jetson, il papà maldestro della serie di cartoni animati dell’era spaziale di Hanna-Barbera.

George lavorava un’ora al giorno, due volte a settimana, allo Space Sprockets di Mr Spacely. Il suo lavoro nel 21° secolo era quello di attivare e disattivare l’indicizzatore digitale universale referenziale (e lamentarsi di quanto lavoro aveva).

I lavori del futuro saranno effettivamente molto più “animati”, passatemi il termine, di quello di George Jetsons.
Di sicuro terranno l’ambiente e il benessere dell’uomo saranno i protagonisti, con la speranza che le ambiziose visioni dell’Ing. Adriano Olivetti diventino finalmente realtà.

Caporedattore Work&Money

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