Be Conscious. Be Koroo.
Cosa vuol dire moda etica e sostenibile
Cosa vuol dire moda etica e sostenibile

Cosa vuol dire moda etica e sostenibile? Storia di una t-shirt

Attenzione all’ambiente e ai lavoratori, ma non solo: cosa vuol dire davvero moda etica e sostenibile? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza con questo post, prendendo come esempio un capo che tutti abbiamo nell’armadio: la t-shirt.

Cosa vuol dire moda etica e sostenibile: tante sfaccettature dello stesso termine

La sostenibilità è un concetto molto ampio, che parte dal seme di cotone (o dal barile di petrolio per i sintetici, o dal seme della pianta da cui sarà tratta la cellulosa per le viscose, o dagli animali che producono la lana) fino ad arrivare al prodotto confezionato che indossiamo. Ognuno dei passaggi intermedi può avere vari livelli di sostenibilità e di eticità. Nel mezzo, ovviamente, ci sono le aziende e le persone che ci lavorano. Quando acquistate un capo che vi viene venduto come sostenibile o etico, dovete sempre cercare di pensare quali livelli di sostenibilità e quali criteri di eticità possono essere stati rispettati.

Cosa vuol dire moda etica e sostenibile: storia di una t-shirt

Facciamo un esempio: una t-shirt di cotone. Per fare le cose per bene, il cotone dovrebbe essere stato coltivato senza l’uso di pesticidi o prodotti chimici. Piccola nota: va da sé che la crescita della pianta sarà più naturale e quindi più lenta: come può quindi questa crescita più lenta soddisfare l’enorme richiesta di cotone organico del mercato? Non è che per caso qualcuno vende cotone spacciandolo per organico quando lo è solo una piccola percentuale dei fili che compongono il tessuto? Ma andiamo oltre.

Foto Unsplash da Trisha Downing

La materia prima

I fiocchi di cotone devono essere raccolti: come viene retribuita la manodopera? Ecco uno dei primi scogli della manifattura etica. I fiocchi poi devono essere cardati e filati, lavati e poi tinti. E come verranno tinti? Altro passaggio importante: i lavaggi e le tinture dovranno essere realizzati senza l’uso di prodotti chimici, che potrebbero causare allergie a chi li indossa, ma anche malattie importanti a chi tratta il filato, oltre che il rilascio nell’ambiente di sostanze fortemente inquinanti. Il cotone certificato GOTS per esempio prevede che il tessuto per il confezionamento sia stato realizzato in modo sia etico (quindi senza lo sfruttamento della manodopera), sia sostenibile (quindi a basso impatto ambientale). Purtroppo però anche la stessa certificazione GOTS ha avuto recentemente i suoi guai…

Cosa vuol dire moda etica e sostenibile
Photo by 🇸🇮 Janko Ferlič on Unsplash

Il confezionamento

Andiamo avanti: una volta che abbiamo i nostri rotoli di tessuto, questo materiale dovrà essere tagliato, cucito, confezionato. Stiamo parlando di una t-shit, ma immaginate qualunque altro capo: ci sono i bottoni da applicare, le asole da rifinire, gli orli da ripiegare e ribattere… Il tutto ovviamente viene eseguito in una fabbrica: con che alimentazione? Che impatto ambientale ha il nostro stabilimento? Poi al nostro capo andranno aggiunte le etichette, i tag, le buste e infine via! La nostra t-shirt è pronta per la spedizione. Ma chi ha eseguito tutti questi passaggi? Dove lavorava? Quanto è stato pagato per confezionare la nostra t-shirt? E da dove viene spedita? Che impatto ambientale hanno queste spedizioni? Vedete qui come la sostenibilità e l’etica siano intrecciate tra loro.

Il prezzo

Se pensate a tutto quello che ci sta dietro e valutate il costo a cui voi la comprate, diciamo €9,90, e considerate che in questo prezzo ci sta anche il margine dell’azienda che ve la vende e di chi ha impiegato la manodopera per raccogliere il cotone, filarlo, tingerlo, confezionarlo eccetera, vi rendete conto che da qualche parte qualcuno è stato pagato troppo poco. In due parole, ecco cosa vuol dire moda etica: una moda che rispetta ogni fase della produzione dal punto di vista umano, non solo ambientale.

Cosa vuol dire moda etica e sostenibile: che fine fa la t-shirt?

Per essere davvero sostenibile, un capo dovrebbe rientrare in un concetto più ampio di economia circolare, ossia un sistema in cui i rifiuti non esistono, perché tutto viene recuperato. Utopia dite? Allo stato attuale delle cose, sì… ma sono stati fatti tanti passi avanti. Finalmente la gente comincia ad essere più consapevole e ad acquistare di meno e solo quello che realmente serve, cosa che è la vera chiave di un atteggiamento sostenibile nei confronti della moda.

Foto di Mumtahina Tanni da Pexels

Torniamo alla nostra t-shirt: a fine vita finisce in una discarica come tante, perché sfortunatamente solo l’1% di tutti i capi che vengono prodotti viene riciclato. Torno a ripetere quindi ancora una volta: abbiamo parlato di una banalissima t-shirt. Abbiamo visto i passaggi che stanno dietro alla sua realizzazione, prima che arrivi sullo scaffale di un negozio. Vi rendete conto di quante sono le chance che ha una grossa azienda di raccontare una cosa per un’altra sviandovi con una manovra di greewashing?

Quale può essere la nostra risposta? Una sola: comprare meno e comprare meglio e solo quello di cui davvero abbiamo bisogno. Usiamo e amiamo i nostri capi. Dietro ad ogni bottone, ad ogni orlo, ad ogni centimetro di filo, ci sono delle persone… persone esattamente come noi. Rispettiamo loro e il nostro pianeta… e forse lo consegneremo ai nostri figli in modo migliore di quanto lo abbiamo ricevuto noi.

Seguici sui Social

Seguici su Facebook

Altre storie
Tendenza dark Academia
Tendenza Dark Academia: cos’è e come adottarla