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Charles Darwin teoria evoluzione

Charles Darwin e la Teoria dell’Evoluzione

La teoria dell’evoluzione di Charles Darwin rappresenta probabilmente la più importante teoria scientifica di tutti i tempi, seconda solo forse alla teoria eliocentrica. Le proporzioni delle ricadute che questa teoria ha avuto sul nostro modo di pensare a noi stessi come esseri viventi sono state e sono ancora profondissime.

Non è un caso che si sia parlato di “rivoluzione darwiniana” quando questa geniale teoria fu esposta. Determinando uno scossone fin dalle basi del sapere filosofico, religioso, sociologico e culturale dell’umanità. Non meraviglia dunque che il caro Charles, immaginando quali sarebbero state le conseguenze delle sue conclusioni, ci mise più di vent’anni per trovare l’energia e il coraggio di poter pubblicare il suo scritto più importante, L’origine delle specie.

Darwin era di certo una persona cauta e dotata di una grande umiltà. Oltre ad avere una gran mole di minuziosi appunti di un viaggio durato cinque anni in giro per il mondo e ad essere estremamente accurato, per sua stessa ammissione egli provò a immaginare ogni possibile obiezione gli si potesse muovere. Darwin aveva uno scopo preciso: inserirle già nei suoi scritti assieme alle dovute repliche, dimostrandosi così anche molto previdente.

Ma probabilmente – e questo sembra a tutti gli effetti un gossip – fu il suo amico e collega Wallace che stava arrivando alle sue stesse conclusioni a dargli la spinta finale. Nel 1858 egli mandò un suo manoscritto: Sulla tendenza delle varietà ad allontanarsi indefinitivamente dal tipo originale. Questo lo fece decidere a pubblicare finalmente un sunto del suo lavoro nel 1859 assieme agli scritti del collega. 

Charles Robert Darwin nacque a Shrewsbury il 12 febbraio 1809
È stato un biologo, naturalista , antropologo ed esploratore britannico, celebre per aver fomulato la teoria dell’evoluzione delle specie animali e vegetali per selezione naturale.
Nel giorno del suo compleanno è stato indetto il Darwin Day, una giornata dedicata alla scienza. Se vuoi approfondire, clicca sul sito ufficiale per leggere pubblicazioni e documenti, e assistere agli eventi.

Darwin e le scienze naturali: come tutto è nato?

Charles Robert Darwin proveniva da una famiglia amante delle scienze naturali. Il nonno Erasmus era stato un medico e naturalista britannico molto noto. Suo padre Robert era un medico e avrebbe voluto che anche il figlio diventasse un dottore. Ma presto Charles dimostrò di non essere portato per tale professione prediligendo le scienze naturali.

All’eta di 22 anni gli fu offerta l’opportunità di viaggiare intorno al mondo su un brigantino della marina britannica, il Beagle, allo scopo di effettuare dei rilevamenti cartografici. Questo soltanto dopo che un buon numero di altri scienziati di Cambridge avevano declinato l’offerta, ben consapevoli delle precarie condizioni di viaggio e del menù poco invitante (perlopiù sottaceti e mele secche) che avrebbero trovato a bordo, solcando mari tumultuosi verso terre spesso troppo selvagge e a rischio di epidemie!

Fu così che Charles, il giovane discepolo (o forse l’ultima scelta) partì, in veste di naturalista non pagato. Suo malgrado trascorse i successivi 5 anni esplorando, scrivendo, appuntando, disegnando, intuendo e riempiendo grandissime quantità di quaderni… Soffrendo costantemente di mal di mare e venendo spesso deriso dall’equipaggio che lo avrebbe anche soprannominato irrispettosamente “l’acchiappamosche”. Ah povero Darwin!

L’impatto della Teoria dell’Evoluzione di Darwin fu grandissimo. E tante furono le critiche, anche personali, che piovvero sulle spalle dello scienziato. Ecco una delle vignette satiriche che comparirono sui giornali dell’epoca, e che ritraevano Darwin come una scimmia.

Anni dopo avrebbe detto: “Guardandomi indietro riesco a capire come il mio amore per la scienza prese gradualmente il sopravvento su qualsiasi altro interesse”. E l’umanità ancora aggi deve dire grazie per questo proprio a quel caparbio acchiappamosche.

La Teoria dell’Evoluzione: le grandi intuizioni

Probabilmente potrei sbilanciarmi e dire che all’epoca il mondo era ormai pronto per accogliere la Teoria dell’evoluzione. Esistevano diverse intuizioni, più o meno romanzate, che le specie si evolvessero da un modello comune più semplice, procedendo secondo linee che andavano verso un aumento di complessità fino ad arrivare all’uomo.

Il termine evoluzionismo esisteva già grazie a scienziati come Erasmus Darwin, come Lamarck e come Buffon. E tuttavia questo non sminuisce i meriti di Charles Darwin, che fu in grado per primo di proporre una teoria scientifica il più possibile completa. Naturalmente, per le conoscenze del suo tempo. Ma vediamo quali sono i punti chiave della sua teoria.

1. La variabilità degli individui.

Tutti gli organismi di una stessa specie sono simili fra loro ma non uguali. In ogni popolazione i singoli individui hanno caratteristiche diverse alcune più adatte all’ambiente altre meno.

2. La sovrabbondanza della prole. 

Secondo Darwin tutte le popolazioni animali e vegetali generano un numero di figli superiore a quello sostenibile dalle risorse dell’ambiente in cui vivono.

3. La lotta per l’esistenza (la sopravvivenza del più adatto)

Gli individui di una stessa specie o di specie diverse partecipano ad una competizione per il cibo, gli habitat e la riproduzione.

4. La selezione naturale

Gli individui con le caratteristiche più adatte all’ambiente in quel momento hanno maggiori possibilità di avere dei discendenti ai quali trasmettono le loro caratteristiche. Se queste caratteristiche continuano, nel tempo, a rimanere vantaggiose si può formare una nuova specie.

Anche Lamarck formulò teorie sull’evoluzione qualche anno prima di Darwin, ma si deve al naturalista inglese l’ipotesi, secondo la quale è l’ambiente che seleziona gli individui più adatti. Un esempio? Il collo delle giraffe. Per Lamarck le giraffe per potersi nutrire delle foglie degli alberi, allungarono a poco a poco il loro collo, di generazione in generazione. Per Darwin, invece, in un branco di giraffe con il collo corto un giorno ne nacque una col collo più lungo. Grazie a questa particolarità quella giraffa poté arrivare più facilmente alle foglie più tenere degli alberi e quindi nutrirsi meglio. I figli di questa giraffa ereditarono il collo allungato e lo trasmisero a loro volta ai propri figli, finché la particolarità “collo lungo” divenne una caratteristica di tutta la specie.
Photo by Mike Setchell on Unsplash
5. La divergenza dei caratteri.

La somma delle piccole differenze che si sono accumulate tende, con il tempo, a generare grandi differenze. Che sono quelle che poi si riscontrano tra le diverse specie.

Ci sarebbero tantissime cose da dire su questi cinque punti. Ad esempio, potremmo parlare di come Charles Darwin fu influenzato dagli scritti di Malthus sulla dinamica di popolazione quando parla di sovrabbondanza della prole. Così come si potrebbero citare altri scienziati e studiosi per un avuto un ruolo in questa teoria, ad ogni modo ritengo opportuno soffermarmi su un aspetto in particolare.

Tra le grandissime novità della teoria darwiniana c’è questa. Che l’evoluzione non è il risultato di un rapporto diretto con tra l’organismo e il suo ambiente, come affermava Lamarck.  Non sono i caratteri acquisiti ad essere tramandati alla prole bensì sono i caratteri selezionati dalla natura a poter andare avanti nelle generazioni successive.  Darwin conosceva in maniera approfondita anche il lavoro degli allevatori con la selezione operata dall’uomo, la “selezione artificiale”. Decise quindi di chiamare selezione naturale il principio grazie al quale ogni più piccola variazione, se utile, si conserva.

Meriti e conclusioni

Il lavoro di Darwin sembra ancora più incredibile e meritevole di ogni rispetto considerando che al suo tempo non c’era nessuna conoscenza della moderna genetica. Morì nel 1882, ignorando che Mendel fin dal 1866 aveva scoperto le leggi dell’ereditarietà (che rimasero completamente ignote a tutti i biologi fino al 1900). Soltanto nel 1930 la genetica spiegherà la natura discontinua del patrimonio ereditario, costituito dai geni, indispensabile a comprendere il meccanismo dell’evoluzione.

La grandezza dell’opera di Darwin risiede nella grandissima documentazione prodotta e raccolta, di tutti i fatti allora conosciuti. Questo rese impossibile continuare a mantenere una posizione avversa a quello che lui aveva dimostrato con tale evidenza quantità di prove. E ancor di più, probabilmente, nell’avere escluso in ogni caso il ricorso a forze estranee di carattere metafisico per poter spiegare il processo evolutivo.

E potrei continuare ancora a lungo a parlare di fringuelli, arcipelaghi, tartarughe, oceani in tempesta, falene e orchidee, lombrichi e colombi, armadilli e fossili pampeani. Ma mi fermo qui, sperando che tu voglia andare avanti nella conoscenza di una storia bellissima e di un uomo che è un po’ il papà di tutti i biologi evoluzionisti e di tutti i naturalisti del pianeta. Felice international Darwin Day.

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